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La Monteson
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Era il tempo della fienagione di monte. Ogni anno
in luglio si andava in montagna a falciare l'erba. Poi la si lavorava per l'essiccazione ed il fieno veniva portato con il "broz"
(carro particolare per la montagna) fino a casa.
Era un fieno considerato "medicinale"; veniva dato alle
mucche prima e dopo il parto e quando erano ammalate.
Il primo giorno si falciava l'erba e dopo la si
essiccava al sole; si montava la tenda ed il fieno nuovo serviva per fare il letto e per chiudere ai lati le aperture
della tenda. Ricordiamo ancora il profumo del fieno!
La tenda era ubicata lontano dalle piante ed in
una zona aperta ed a quota pił bassa possibile per difenderci
dalle saette o dai fulmini nei frequenti temporali estivi.
Le serate erano molto piacevoli: dopo cena la gente
della monteson si radunava attorno
ad un fuoco sotto le stelle e mio padre, Bepo Pinter, ed altri
raccontavano storie allegre e barzellette e le risate non finivano
mai e poi stanchi andavamo a dormire ognuno nella propria tenda.
Al mattino mio padre si alzava presto, verso le
5, e falciava fino alle 8, poi rientrava per fare la colazione:
pane duro di segala e caffč d'orzo. Noi ragazzi si metteva l'erba
al sole, poi la si girava e per la sera, se c'era il sole, il
fieno veniva radunato a mucchi pronto per il trasporto a casa.

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La Monteson
Anna Marinconz con Luigina, Mauro e Marcello
(Foto di
Anna Sicher) |
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Anno 1950
La Monteson con molta allegria
da sinistra:
Renzo Rizzardi, Lino Rizzardi, Angelo Inama, Cesina e Bruno
Rizzardi, Miriam Rizzardi, Maria Widmann, Elda Inama
(Foto della SAT)
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Anno 1954
Lavoro di Monteson di solidarietą
per l'incendio della casa dei Malfatti
da sinistra:
Mariangela Pancheri, Anna Maria
Rizzardi "Perone", Lidia Malfatti "Batan", Livio Erlicher
"Basilio", Pio Visintin "Brezer", Renzo Pancheri "Postin",
Gustavo Rizzardi "Marciodi"
(Foto di
Marta Rizzardi) |
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