Le Segherie nel Trentino
e in Valle di Non
Il Trentino è ricco di torrenti; l'acqua in passato veniva
utilizzata come forza motrice per far funzionare molini e
segherie; queste ultime servivano per la lavorazione dell'abbondante
legname prodotto dai nostri boschi.
Si ritiene che le prime segherie veneziane siano state introdotte nel
Trentino nel secolo XIII. La progressiva espansione del commercio
del legname fra il XV e il XVI secolo fu la causa di una crescente
diffusione. Nell'Ottocento e agli inizi del Novecento ci fu una
crescita dell'industria del legname e anche le segherie
aumentarono di numero.
Nei primi decenni del Novecento iniziarono a diffondersi anche le
segherie che funzionavano a corrente elettrica. Nel 1929 nel
Trentino le
segherie ad acqua erano 404; quelle elettriche 123.
In passato le segherie ad acqua in Val di Non erano numerose sia
per l'estensione dei boschi (e perciò dell'abbondanza del legname)
sia per i molti torrenti (e perciò dell'abbondanza di forza
motrice).
Nel 1929, le segherie idrauliche erano 37; quelle
elettriche 18. Nel 1955 le segherie idrauliche erano solo 2; quelle
elettriche 51.
L'alluvione del 1966 travolse e distrusse diverse segherie, sia
ancora efficienti sia già abbandonate. Dopo tale data in valle
rimasero solo poco più di venti segherie ad acqua, in parte
attive, in parte abbandonate.
Attualmente in Val di Non esistono ancora due
segherie veneziane, la nostra e quella di Bresimo, ambedue
funzionanti a scopo didattico e turistico.
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