Classificazione delle
segherie ad acqua
Fra le segherie ad acqua si distinguono due
soluzioni tecniche diverse: le segherie veneziane e quelle
augustane.
Le veneziane si caratterizzano per avere una
ruota idraulica piccola (molinèl), collegata direttamente
al sistema biella-manovella ed il meccanismo di avanzamento del
carro alloggiato sotto il pavimento.
Le segherie tedesche o augustane (dalla città di Augusta) presentano una grande ruota a cassette o a pale ed un sistema
moltiplicatore del numero di giri nonché il sistema di avanzamento
posto sopra il telaio.
Spesso
in Trentino si trovano segherie di tipo misto: con carro e
avanzamento alla veneziana, però con ruote grandi a cassette e
moltiplicatore.
Una prima rappresentazione di una sega azionata da una ruota
idraulica e con avanzamento automatico si trova nel "Libro di cantiere", scritto nel 1235 da Villard de Honnecourt originario
della Piccardia (antica regione della Francia settentrionale).
Anche
Leonardo da Vinci
ne fece uno schizzo nel 1480.
Si ritiene che l'introduzione in Trentino delle
segherie ad acqua possa collocarsi intorno al tredicesimo secolo
(1200).
La segheria detta "alla veneziana" si diffuse nelle zone
d'approvvigionamento di legname della Repubblica di Venezia.
L'architetto militare Agostino Ramelli, alle dipendenze della
Serenissima, studiò questo brevetto allo scopo di poter lavorare i
tronchi sul luogo dove c'era un dislivello dell'acqua e
utilizzare così l'energia necessaria per il funzionamento.

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